Menù digitale con QR code:
come farlo bene

Il QR code sul tavolo è arrivato durante la pandemia come soluzione d'emergenza, e in molti locali è rimasto lì com'era: un adesivo stampato una volta, che apre un PDF caricato chissà quando.
Funziona? Tecnicamente sì. Fa il suo lavoro? Quasi mai. E la differenza fra i due casi non sta nel QR, che è solo un indirizzo scritto in quadretti neri. Sta in cosa c'è dietro.
Perché il PDF è la scelta peggiore possibile
Un PDF nato per la stampa, aperto su un telefono, è un foglio A4 largo il triplo dello schermo. L'ospite deve ingrandire con le dita, spostarsi a destra e sinistra, e perdersi il posto ogni volta che scorre.
Ma il problema vero è un altro, ed è di gestione: cambiare un prezzo significa riaprire il file, esportarlo, ricaricarlo. Nella pratica non succede. Il PDF resta quello di due stagioni fa, con piatti che non fate più e prezzi che non sono più quelli — e a quel punto il menù digitale è peggio di non averlo, perché genera discussioni al momento del conto.
C'è anche una cosa che nessuno considera: un PDF è un blocco chiuso. Google non ci entra dentro come farebbe con una pagina, quindi il tuo menù non compare mai in una ricerca. Chi cerca «pizzeria senza glutine» più il nome del paese non ti trova, anche se la pizza senza glutine ce l'hai.
Cosa deve esserci dietro il QR
Una pagina web, non un file. Si apre in un istante, si legge con il pollice, e si aggiorna cambiando una riga.
Gli allergeni indicati per ogni piatto. Non è una gentilezza, è un obbligo: il regolamento europeo 1169/2011 impone che l'informazione sugli allergeni sia disponibile per ogni alimento non preimballato venduto al consumatore. Può essere su carta, su supporto digitale o dichiarata dal personale, ma deve essere accessibile all'ospite prima che ordini. Un menù digitale è il posto più comodo dove tenerla aggiornata: se cambi fornitore e cambia un ingrediente, correggi una voce e vale per tutti i tavoli.
I prezzi veri, aggiornati. Sembra ovvio, ed è la prima cosa che si rompe.
Un modo per capire cosa avete di buono. Il menù non è solo un elenco: è il momento in cui la persona decide quanto spendere. Le foto dei piatti migliori, una riga sui piatti del giorno, l'indicazione di cosa è vostro e cosa è di stagione fanno più differenza di qualsiasi campagna.
Il QR è l'ultima cosa di cui preoccuparsi
Il codice in sé si genera in dieci secondi e non scade, purché l'indirizzo dietro non cambi. Le cose che contano sono banali e vengono quasi sempre sbagliate:
- stampa grande abbastanza e su un supporto che regge l'unto e la pulizia
- un solo QR per tavolo, non tre adesivi sovrapposti di gestioni diverse
- l'indirizzo scritto anche in chiaro sotto il codice: c'è sempre qualcuno che il QR non riesce a inquadrarlo, e una riga leggibile lo salva
- niente accorciatori di link di servizi terzi: il giorno che quel servizio chiude, tutti i tuoi tavoli puntano nel vuoto
Su quest'ultimo punto insistiamo perché l'abbiamo visto succedere. Se il QR punta a un dominio tuo, sei tu a decidere per sempre dove porta.
Quanto costa mantenerlo
Poco, se è fatto come una pagina del sito: aggiornare un prezzo è modificare una riga, e chi lo fa non deve saper usare nessun programma.
Molto, se è fatto come un servizio a canone di terzi: paghi ogni mese, i dati stanno da loro, e il giorno che smetti di pagare i tavoli restano con un adesivo che non apre più niente.
È la stessa logica del sito: una piattaforma chiusa costa poco all'inizio e cara alla fine.
Il menù non è tutto il sito
Un menù digitale ben fatto risolve un problema preciso: far leggere bene cosa cucinate a chi è già seduto. Non fa venire gente nuova.
Per quello servono altre cose — la scheda Google, le foto, le prenotazioni del tavolo — e ne abbiamo scritto per intero in cosa serve davvero a un sito per ristoranti. Se stai partendo da zero, quello è l'articolo da leggere prima di questo.
Fonti
- Regolamento (UE) n. 1169/2011 sulla fornitura di informazioni sugli alimenti ai consumatori, in particolare l'articolo 44 sugli alimenti non preimballati
- Decreto legislativo 231/2017, disciplina sanzionatoria italiana
Vuoi vedere com'è fatto uno vero?
Il menù digitale del Bar Nido Verde e quello di Mihoshi Ramen sono due esempi con esigenze diverse. Se vuoi capire quale ha senso per il tuo locale, scrivici.





