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Microimpresa:
sei davvero esente?

Due colonne separate da una soglia tratteggiata, una sotto e una sopra il limite

Da quando l'obbligo di accessibilità digitale è entrato in vigore, la frase che sentiamo più spesso è: «tanto io sono una microimpresa, non mi riguarda».

Spesso è vero. Ma nell'ultimo mese l'abbiamo verificato per alcune aziende e in tre casi su dieci la risposta era no — e il titolare era convinto del contrario.

Vale la pena fare il controllo per bene, perché sono quattro domande e ci si mette mezz'ora.

La soglia, e perché quasi tutti la leggono male

Le microimprese che erogano servizi sono esentate dagli obblighi introdotti dallo European Accessibility Act. Microimpresa, in questo contesto, significa due cose insieme:

  • meno di 10 occupati
  • e un fatturato annuo oppure un bilancio totale non superiore a 2 milioni di euro

L'errore più comune è leggere «o» dove c'è «e». Un'azienda con 6 dipendenti e 3 milioni di fatturato non è una microimpresa ai fini di questa norma. Servono entrambe le condizioni, non una a scelta.

Il secondo errore riguarda gli occupati: si contano le unità di lavoro annue, non le teste sul libro paga a fine anno. Chi lavora part-time o solo qualche mese conta in proporzione, e questo può far scendere sotto soglia un'azienda che sulla carta sembrava sopra.

Il caso che annulla l'esenzione, e che nessuno racconta

Qui sta la parte che vale l'articolo.

L'esenzione non si applica a chi ha ricevuto finanziamenti pubblici o privati destinati a migliorare l'accessibilità. PNRR compreso.

Non è una postilla teorica. Negli ultimi anni molte piccole imprese hanno preso contributi per la digitalizzazione, e in diversi di quei bandi l'accessibilità compariva fra gli obiettivi dichiarati o fra le voci di spesa ammesse. Chi ha firmato quelle domande spesso non ci ha fatto caso: era una riga fra le tante.

Se ti riconosci in questa situazione, prima di dare per scontata l'esenzione vale la pena riaprire la pratica del bando e cercare la parola accessibilità. Se c'è, l'esenzione è saltata.

Sei esente. Poi cosa succede se cresci?

L'esenzione fotografa una situazione, non la congela. Se l'anno prossimo assumi il decimo dipendente o superi i 2 milioni, l'obbligo scatta.

E scatta su un sito che non è stato costruito pensandoci, che è la situazione più cara di tutte: rendere accessibile un sito esistente costa molto più che farlo accessibile mentre lo si costruisce. Le cose che servono — testi alternativi sensati, navigazione da tastiera, contrasto sufficiente, etichette collegate ai campi — durante lo sviluppo sono gratis o quasi. Dopo diventano un cantiere.

Se sei una microimpresa in crescita e stai per rifare il sito, la scelta ragionevole non è «lo facciamo accessibile quando saremo obbligati». È farlo adesso, mentre non costa niente.

L'altra ragione, quella che non c'entra con la legge

C'è un motivo per cui l'accessibilità conviene anche a chi è esente per sempre, e non è la conformità.

Un sito accessibile funziona meglio per tutti. I moduli con etichette vere si compilano più in fretta anche da chi ci vede benissimo. Un contrasto sufficiente serve a chiunque guardi il telefono in pieno sole. Un sito navigabile da tastiera è quasi sempre anche un sito con un codice ordinato, e quindi più veloce.

E i testi alternativi sulle immagini, che si scrivono per chi usa un lettore di schermo, sono anche il modo in cui Google Immagini capisce cosa mostri.

Nessuna di queste cose ti farà vendere di più da sola. Ma sono tutte cose che, sommate, spiegano perché due siti simili non rendono uguale.

Il controllo in quattro domande

Se vuoi chiudere la questione oggi:

  • Quanti sono gli occupati, contati in unità di lavoro annue?
  • Il fatturato o il bilancio totale supera i 2 milioni?
  • Il servizio che offri rientra fra quelli coperti — commercio elettronico, servizi bancari, comunicazioni elettroniche, media audiovisivi, trasporto passeggeri, libri digitali?
  • Hai mai ricevuto finanziamenti pubblici o privati in cui compariva l'accessibilità?

Se la terza risposta è no, l'obbligo non ti riguarda a prescindere dalle altre. Se è sì, contano tutte e quattro.

Il quadro completo — cosa vuol dire accessibile in pratica, quanto si rischia e cosa è cambiato con AgID a marzo — sta nell'articolo sull'obbligo di accessibilità.

Fonti

  • Direttiva (UE) 2019/882, European Accessibility Act, articolo 4 sulle microimprese
  • Decreto legislativo 27 maggio 2022 n. 82
  • AgID, Determinazione n. 38 del 4 marzo 2026, Linee Guida sull'accessibilità dei servizi
  • Raccomandazione 2003/361/CE per la definizione di microimpresa

Vuoi togliertelo dalla testa?

Facciamo insieme il controllo delle quattro domande e ti diciamo se sei dentro o fuori, senza venderti niente se sei fuori. Scrivici.

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Illustrazione di un astronauta, mascotte grafica di Nyxia Illustrazione di un pianeta blu